Lo strambo titolo di questo articolo, che segue un nostro primo articolo relativo al beewashing, è esemplificativo di un'altrettanta stramba situazione che si è ormai consolidata in Italia ed in altri Paese occidentali: una situazione e che dovrebbe far riflettere sui messaggi che riceviamo dai mezzi di comunicazione e da alcuni consulenti di sostenibilità presenti sul mercato.

Oggi la moda di adottare un alveare o comunque di tutelare le api mellifere, con il presunto scopo di tutelare ecosistemi e biodiversità, è diffusa e radicata: ma la tutela delle api da miele ha una reale valenza ed utilità ecologica? O si rischia di fare beewashing?

Prima di rispondere alla domanda superiore è utile una premessa. La tutela delle api mellifere è utile per molte ragioni, in primis ragioni alimentari, sia in termini di produzione di miele che - ancor di di più - per l'impollinazione delle colture alimentari.

Non intendiamo quindi certamente criticare chi lavora per favorire l'attività delle api mellifere dentro confini di serietà e di rigore: ci preoccupa però il tentativo di assimilare in maniera totalizzante la tutela delle api mellifere con la tutela degli ecosistemi e della biodiversità nella sue interezza, operazione scientificamente non corretta.

E allora proviamo a rispondere alla domanda superiore con un paragone un po' strambo, ma neppure troppo fuori luogo. Adottare alveari per tutelare l'ape mellifera, significa sostenere un'attività di allevamento di insetti produttivi, utili all'uomo: con le ovvie e dovute differenze, potrebbe quasi equivalere ad adottare una mucca o una gallina per le loro capacità produttive.

Ma la biodiversità? Le api mellifere non aiutano la biodiversità?

Fino ad un certo punto. Le api mellifere, che se prese singolarmente non sono certo i più importanti bioindicatori di biodiversità (in quanto vivono acudite dall'uomo, non libere in natura), in natura non giocano certamente il ruolo principale nell'impollinazione: tutelarle ha un significato decisamente più produttivo che ecologico.

beewashing - api - alveari

Ottimo scopo, certamente, ma da contestualizzare appunto dentro processi produttivi alimentari.

Ma il forte messaggio che invece ci viene veicolato da molte parti è invece quello dell'ape mellifera - che forse ci ricorda la storica Ape Maia, tanto carina e simpatica - come elemento centrale per migliorare la biodiversità e gli ecosistemi nella loro totalità.

Le cose però non stanno così, dato che appunto in natura i principali attori dell’impollinazione sono le 20.000 specie circa di api selvatiche e le oltre centomila specie di impollinatori selvatici (quali essenzialmente le famiglie di Lepidotteri come farfalle o falene, Coleotteri come mosche e sirfidi, Ditteri) per proteggere i quali serve in primis tutelare gli ecosistemi: e la tutela degli ecosistemi si realizza attraverso la verifica del loro stato di natura, la progettazione e la realizzazione di progetti di rigenerazione ecologica ampi ed integrati, comprensivi di adeguato monitoraggio nel tempo.

Progetti che siano orientati alla tutela degli ecosistemi nella loro interezza, non solo di alcune loro componenti.

Non sono quindi le api mellifere che salvano gli ecosistemi, al contrario sono invece gli ecosistemi sani e resilienti che tutelano le api selvatiche e gli impollinatori selvatici: i quali poi - al contrario - con il loro operato sostengono la fitness e la resilienza degli ecosistemi.

beewashing - api - alveari

In questa logica anche il sostenere il solo monitoraggio tecnologico di api (mellifere o anche selvatiche) ed impollinatori selvatici ed altre specie animali non ha particolare senso: un approccio solo tecnologico di monitoraggio, tramite sensori e telerilevamento non affronta la questione di fondo che, come già detto, deve essere invece quella della rigenerazione ecosistemica e della conservazione della natura.

Ma come la mettiamo con Einstein, il quale diceva che "Se le api scomparissero, entro 6 mesi scomparirebbe l'intera umanità"? Detta così sembrerebbe invece che la tutela delle api sia l'attività centrale per la conservazione degli ecosistemi e addirittura per la vita dell’uomo (anche se è vero che le api mellifere d'allevamento hanno un ruolo importante nella produzione alimentare!)

L’AI di Gemini ci suggerisce però che: "La frase ha iniziato a circolare con il nome di Einstein solo intorno al 1994, durante una protesta di apicoltori in Belgio. È probabile che il suo nome sia stato "preso in prestito" per dare maggiore autorità scientifica a un messaggio ecologista.

Einstein era un fisico teorico, non un biologo o un entomologo, quindi le api non rientravano nel suo campo di studi principale".

beewashing - api - alveari

Con buona pace degli apicoltori belgi :-) e di tutti coloro che - ancora oggi - sono influenzati da questa comunicazione erronea circa il presunto ruolo centrale delle api per la tutela della biodiversità nel suo complesso, rimettiamo quindi al centro la questione reale: gli ecosistemi!

In ecosistemi funzionalmente sani e resilienti c'è biodiversità, la flora e la fauna possono prosperare ed essere a loro volta gli impollinatori possono essere utili agli equilibri dinamici degli ecosistemi: serve allora lavorare per tutelare e conservare gli ecosistemi, la loro biodiversità e la loro biocomplessità! Il resto viene da sè.

Ragionare in chiave diversa potrebbe essere a rischio greenwashing, anzi beewashing, chi fa comunicazione dovrebbe perlomeno esserne consapevole.

E nel frattempo, se vogliamo adottare un alveare, facciamolo per il buon miele che può darci e per il suo ruolo nella tutela ecosistemica: così come possiamo adottare una mucca (che però in italiano si chiamerebbe più correttamente "vacca") per la carne che potrà offrirci, o una gallina per le uova, o un cane perchè ci faccia compagnia.

Il nostro consiglio è sempre quello di ragionare sempre in maniera ampia ed olistica, perchè la tutela degli ecosistemi e della biodiversità richiede necessariamente questo approccio.

La perdita di biodiversità è un affare serio, non è possibile perdere tempo e rischiare di sprecare le risorse economiche collegate ai progetti ESG delle Aziende in azioni meno che centrali e strategiche rispetto al tema della conservazione della natura.

Qui di seguito ti riportiamo il nostro precedente articolo riferito al tema del beewashing:

  1. "Dopo il greenwashing ecco il beewashing!"

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