UNEP: siamo destinati a superare la soglia di +1,5°C
Dopo la torrida estate 2026 arriva l'avvertimento delle Nazioni Unite
A rendere ancora più preoccupante il quadro climatico dell'estate 2026 è arrivato, proprio all'inizio di settembre, un nuovo rapporto delle Nazioni Unite – UNEP (United Nation Enviromental Programme), dal titolo Limiting Overshoot.
Il messaggio è chiaro e senza appello: il superamento della soglia di +1,5 °C rispetto all'epoca preindustriale è ormai praticamente certo, probabilmente entro i prossimi anni.
Secondo il rapporto è però necessario che questo concreto overshoot sia il più contenuto ed il più breve possibile, per poter tornare rapidamente al di sotto di +1,5 °C.
Il rapporto della WMO, pubblicato a maggio 2026, aveva già quantificato questa traiettoria: c'è una probabilità del 91% che almeno un anno tra il 2026 e il 2030 superi temporaneamente +1,5 °C, e del 75% che la media quinquennale 2026-2030 superi questa soglia.

È importante, però, non confondere un anno o alcuni anni in cui la temperatura rimane al di sopra +1,5 °C con il superamento formale dell'obiettivo dell'Accordo di Parigi, che riguarda il riscaldamento medio di lungo periodo.
Ma il significato fisico e politico del segnale è molto chiaro: la soglia che per anni abbiamo considerato un limite da non oltrepassare sta diventando una condizione sempre più vicina e sempre più difficile da evitare.
E, osservando ciò che è accaduto nell'estate appena trascorsa, quel numero di 1,5 °C smette di essere un'astrazione, un rischio teorico: il riscaldamento climatico è diventato concreto anche in Italia ed in Europa, si mostra in forma concreta e visibile nella modifica della circolazione atmosferica e nelle ondate di calore in Europa, nelle alte temperature fuori periodo, nella prolungata siccità, nel Mar Mediterraneo sempre più caldo, nel caldo torrido delle città, nei boschi sotto stress, negli incendi estivi, nelle alluvioni autunnali e in molto altro ancora.

Il punto di svolta: non una soglia, ma una traiettoria
Il report UNEP introduce un concetto particolarmente importante: l'“overshoot” non è un momento preciso, ma una traiettoria. Il problema non sarà soltanto se e quando supereremo 1,5 °C, ma quanto saliremo oltre quella soglia, per quanto tempo vi rimarremo e quanto rapidamente riusciremo eventualmente a tornare indietro.
Secondo UNEP la traiettoria migliore ancora disponibile è proprio quella di overshoot, peak and decline: si tratta cioè di limitare il più possibile il picco di riscaldamento climatico, ridurre la durata del superamento e successivamente riportare la temperatura al di sotto di +1,5 °C.
Figura 4 – Il concetto di “overshoot, peak and decline”: superamento di 1,5 °C, raggiungimento del picco e successiva riduzione della temperatura.
Fonte: UNEP, Limiting Overshoot – Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return, 2026.
La figura rende immediatamente evidente un punto spesso perso nella comunicazione sul clima: due mondi che entrambi superano 1,5 °C possono avere conseguenze molto diverse.
Un picco più basso e un periodo più breve sopra la soglia significano minori rischi per gli ecosistemi, l’economia e le società: l'UNEP sottolinea infatti che ogni frazione di grado evitata e ogni anno in meno trascorso in overshoot riducono l'esposizione ai rischi climatici.
Un secondo elemento particolarmente interessante del rapporto riguarda il rapporto fra mitigazione, adattamento e rimozione della CO₂.
Raggiungere il Net Zero è necessario per arrestare l'aumento della temperatura, ma per riportare il riscaldamento sotto 1,5 °C dopo un periodo di overshoot saranno necessarie emissioni nette negative, ottenute attraverso la rimozione di CO₂ dall'atmosfera.
UNEP sottolinea però con chiarezza che il Carbon Dioxide Removal non può sostituire la rapida riduzione delle emissioni: deve essere parte di una strategia più ampia e rigorosamente governata.
Figura 5 – Interazione fra mitigazione e adattamento lungo una traiettoria di superamento e successivo rientro della temperatura.
Fonte: UNEP, Limiting Overshoot – Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return, 2026.
Una precisazione importante sul significato di 1,5 °C
Il messaggio del rapporto ONU va però letto con attenzione.
Il superamento di 1,5 °C in un singolo anno non equivale al superamento dell'obiettivo di Parigi, che riguarda il riscaldamento medio di lungo periodo.
Il fatto che il 2024 abbia già registrato circa 1,55 °C sopra il livello preindustriale e che il 2026 possa nuovamente portare temperature annuali oltre la soglia è quindi un segnale molto importante, ma non significa che l'obiettivo climatico sia già formalmente “fallito”.
Il problema è che la finestra per evitare un overshoot significativo si sta rapidamente restringendo.
Il rapporto WMO 2026-2035 stima una probabilità del 91% che almeno un anno tra il 2026 e il 2030 superi temporaneamente 1,5 °C e del 75% che anche la media quinquennale 2026-2030 superi tale soglia.
In conclusione: l’avvertimento dell’UNEP è quanto mai serio e a breve termine, sta a tutti noi fare in modo che l’overshoot della soglia di +1,5C sia temporalmente limitato.