Mobilità elettrica: oltre al vantaggio ambientale è già molto spesso realtà anche il vantaggio economico

Mobilità elettrica: oltre al vantaggio ambientale è già molto spesso realtà anche il vantaggio economico

Per anni l'auto elettrica è stata considerata una tecnologia interessante dal punto di vista ambientale, ma ancora troppo limitata nell'autonomia e comunque troppo costosa per competere con i motori "tradizionali" a combustione interna.

Oggi, però, i dati indicano che in diversi ambiti la situazione è già cambiata, ed il vantaggio non riguarda soltanto il tradizionale beneficio ambientale delle auto elettriche (quale - in primis - il contenimento delle emissioni ad impatto locale e globale lungo l'intero loro ciclo di vita): oggi sono evidenti infatti anche importanti riduzioni dei costi di utilizzo e, in alcuni mercati, anche i costi di acquisto stanno diventando più favorevoli (anche grazie alla grande innovazione su questo tema).

A raccontare e documentare questa evoluzione è l'EV Transition Check 2026, il secondo Rapporto dell'International Council on Clean Transportation (ICCT) realizzato con il contributo di diversi enti di ricerca e di organizzazioni europee, tra cui il think tank italiano ECCO.

Questa seconda edizione del Report amplia l'analisi dalle automobili, ai camion ed agli autobus elettrici, introducendo una analisi economica legata ai soli costi economici espliciti: nella valutazione non sono stati infatti considerati gli extra costi economici generati dalla mobilità tradizionale dovuti alle loro esternalità ambientali, sociali e sanitarie.

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Il costo di utilizzo premia le auto elettriche

Uno dei risultati più significativi riguarda le spese quotidiane degli automobilisti: nel 2025, nell'Unione europea, le auto elettriche a batteria hanno avuto un costo medio di utilizzo per chilometro inferiore del 33% rispetto alle automobili a benzina equivalenti (considerando un mix di ricarica privata e pubblica).

Il vantaggio è legato soprattutto al minor costo dell'energia necessaria per percorrere ogni singolo chilometro: al di là delle motivazioni intrinsecamente connesse alla tecnologia elettrica, il risultato raggiunto grazie anche alla maggiore stabilità del prezzo dell'elettricità rispetto a quello dei carburanti, che riduce l'esposizione degli automobilisti alle oscillazioni del mercato petrolifero che si stanno verificando in questi ultimi anni.

Secondo l'ICCT, infatti, la crisi petrolifera iniziata nel febbraio 2026 ha ulteriormente ampliato il divario tra i costi della mobilità tradizionale vs mobilità elettrica: nei primi mesi dell'anno i costi energetici delle automobili con motore termico sono aumentati tra il 12% e il 36%, a seconda dei mercati analizzati, mentre quelli delle vetture elettriche sono rimasti sostanzialmente stabili, comportando un vantaggio economico ancora più significativo da parte della mobilità elettrica.

Fonte: ICCT, EV Transition Check 2026, 6 settembre 2026.

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Anche i costi d'acquisto stanno diventando più competitivi

Il principale ostacolo alla diffusione delle auto elettriche è stato a lungo il prezzo iniziale.

Un'analisi condotta da ICCT e Fraunhofer ISI sul mercato tedesco, basata su oltre 100.000 rilevazioni e sei segmenti automobilistici, mostra tuttavia una tendenza significativa al ribasso: tra il 2020 e il 2025, infatti, i prezzi delle auto elettriche a batteria in Germania sono diminuiti di circa il 18% in termini reali, tenendo conto dell'inflazione e delle caratteristiche dei veicoli, come autonomia e prestazioni.

Nello stesso periodo, i prezzi delle automobili con motore termico sono aumentati del 2%.

Il confronto richiede una precisazione. Non significa che il prezzo medio esposto nei concessionari sia diminuito del 18%, dal momento che il mercato ha visto crescere la presenza di modelli più grandi, più potenti e con autonomie maggiori (fattori che hanno contribuito ad aumentare il prezzo medio nominale): la riduzione riguarda invece il costo dei veicoli confrontabili a parità di caratteristiche.

Nello stesso periodo il numero di modelli elettrici disponibili in Germania è più che quadruplicato, raggiungendo circa 160 modelli di vetture nel 2025: nei tre principali segmenti automobilistici analizzati, le elettriche hanno inoltre raggiunto la parità di prezzo d'acquisto con i comparabili modelli a combustione interna.

Fonte: ICCT e Fraunhofer ISI, Battery electric vehicle prices fell 18% and model choice quadrupled between 2020 and 2025, luglio 2026; ICCT, EV Transition Check 2026.

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Auto elettriche e costi: il ruolo decisivo delle batterie

La riduzione dei costi delle batterie è uno dei fattori che stanno sostenendo questa trasformazione: secondo l'ICCT, tra il 2020 e il 2025 i prezzi globali delle batterie sono diminuiti di circa il 35% in termini reali.

Dal momento che le batterie rappresentano una delle componenti più costose di un veicolo elettrico, il fatto che il loro prezzo sia calato più rapidamente di quello delle automobili complete suggerisce che esistano ulteriori margini di riduzioni dei listini.

La competizione tra costruttori, l'evoluzione tecnologica e l'aumento dei volumi produttivi potrebbero contribuire a rendere i veicoli elettrici sempre più accessibili dal punto di vista economico.

Fonte: ICCT, EV Transition Check 2026, settembre 2026.

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La svolta riguarda anche i camion

La trasformazione non interessa soltanto le automobili: nel trasporto pesante infatti, dove il costo totale di proprietà è un fattore decisivo per le aziende, i camion elettrici stanno raggiungendo livelli di competitività sempre più elevati.

Se si fa infatti riferimento al costo totale di proprietà, o Total Cost of Ownership (TCO, che comprende le principali voci economiche legate al veicolo: acquisto, energia, manutenzione e altri costi operativi, inclusi quelli legati ai pedaggi), l'ICCT stima che i camion elettrici e quelli diesel possano raggiungere la parità di TCO nel trasporto a lunga percorrenza in Europa entro il 2030. In Germania, tuttavia, in determinate condizioni il traguardo è già stato raggiunto.

Secondo un'analisi specifica dell'ICCT, per i veicoli modello 2026 un camion elettrico a lunga percorrenza risulta circa l'11% più economico di un equivalente diesel nell'intero ciclo di proprietà, nello scenario che considera l'esenzione dai pedaggi per i mezzi a zero emissioni e gli altri oneri applicati al trasporto pesante in Germania.

Il risultato dipende però in modo significativo anche dal quadro normativo tedesco: dal dicembre 2023, infatti, il sistema dei pedaggi autostradali per i mezzi pesanti comprende una componente legata alle emissioni di CO₂ e prevede l'esenzione totale per i veicoli a zero emissioni.

L'odierno vantaggio economico dei camion elettrici non è quindi identico in tutti i Paesi o in ogni condizione operativa: dipende dai prezzi dell'energia, dai chilometri percorsi, dalle modalità di ricarica, dal costo del veicolo e dalle politiche sui pedaggi.

Fonte: ICCT, Road tolls and CO₂ charges: Impact on the total cost of ownership of trucks in Europe, aprile 2026; ICCT, EV Transition Check 2026.

Una transizione energetica che coinvolge anche l'industria

Il rapporto dell'ICCT mostra che l'elettrificazione sta progressivamente modificando il mercato europeo dei trasporti. Oltre ai costi di utilizzo, l'analisi considera infatti anche la disponibilità dei modelli, i prezzi, le infrastrutture di ricarica, la produzione industriale e la diffusione dei veicoli a zero emissioni.

Per i camion, i dati più recenti disponibili evidenziano una crescita particolarmente significativa nel segmento dei mezzi medi, con peso compreso tra 3,5 e 12 tonnellate. Nel primo semestre del 2026 i camion e i furgoni elettrici di questa categoria hanno raggiunto il 21% delle vendite, secondo il rapporto, mentre i camion pesanti oltre le 12 tonnellate hanno invece raggiunto una quota del 2,3%.

Anche gli autobus e i pullman elettrici mostrano una diffusione crescente: nel primo semestre del 2026 la loro quota di mercato ha raggiunto il 28%.

Questi numeri evidenziano come la transizione proceda a velocità differenti a seconda del tipo di veicolo e delle esigenze operative.

Fonte: ICCT, EV Transition Check 2026, settembre 2026.

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Meno combustibili fossili, meno importazioni, più sicurezza energetica

La diffusione dei veicoli elettrici produce effetti che vanno oltre il settore automobilistico: secondo l'ICCT, infatti, le auto elettriche già presenti sulle strade europee consentono all'Unione Europea di risparmiare circa 4,5 miliardi di euro all'anno nelle importazioni di combustibili fossili.

Il beneficio riguarda quindi non soltanto i singoli automobilisti, ma anche la sicurezza energetica europea e la riduzione della dipendenza dalle importazioni di petrolio.

E' davvero interessante pensare - in prospettiva - di potere sganciarsi dalle problematiche geopolitiche ed economiche globali che interessano anche il petrolio.

Fonte: ICCT, EV Transition Check 2026, settembre 2026.

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Il ruolo delle politiche pubbliche

I risultati del rapporto non significano che la nuova competitività dell'elettrico sia indipendente dalle scelte politiche: al contrario, gli strumenti normativi possono incidere in modo rilevante sui costi di acquisto e di utilizzo.

Gli standard europei sulle emissioni di CO₂, gli incentivi nazionali, la fiscalità energetica e le regole sui pedaggi per i mezzi pesanti contribuiscono a definire il quadro economico nel quale operano costruttori e consumatori: come già visto superiormente, nel caso dei camion elettrici in Germania - per esempio - l'esenzione dai pedaggi è un elemento determinante del vantaggio economico calcolato dall'ICCT.

La questione, dunque, non è più soltanto capire se l'elettrico possa diventare competitivo, dato che in diversi segmenti, questa condizione è già oggi una realtà. La sfida è creare condizioni di mercato stabili, sviluppare le infrastrutture necessarie e accompagnare l'innovazione tecnologica con politiche coerenti, così da rendere duraturo il vantaggio economico dei veicoli a zero emissioni.