CRCF: approvato il secondo Atto Delegato relativo alle metodologie per generare carbon credits da agricoltura e foreste
Con l'approvazione del primo Atto Delegato previsto dal Carbon Removal and Carbon Farming Certification Framework (CRCF), lo scorso 3 febbraio 2026, l'Unione Europea ha compiuto un passo decisivo verso la costruzione di un mercato armonizzato per la certificazione degli assorbimenti di carbonio.
A seguito dell'entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/3012, sono state infatti definite le prime metodologie ufficiali per certificare le rimozioni permanenti di CO2 secondo criteri uniformi a livello europeo.
Il primo Atto Delegato si è concentrato sulle tecnologie di permanent carbon removal – come il Direct Air Carbon Capture and Storage (DACCS) e il Bioenergy with Carbon Capture and Storage (BECCS) – e sul biochar, soluzioni caratterizzate da stoccaggi di durata pluricentenaria.

La novità di questi giorni è però l'adozione del testo del secondo Atto Delegato, lo scorso 10 luglio 2026, che definisce le prime metodologie europee per il carbon farming, relative a tre categorie di intervento quali:
- agricoltura e agroforestazione su suoli minerali,
- ripristino e reidratazione di torbiere e altri suoli organici,
- afforestazione.
Con questo nuovo provvedimento il CRCF entra nella sua fase operativa anche per le Nature-based Solutions, mettendo a disposizione un quadro metodologico armonizzato per la certificazione delle attività di gestione del territorio che contribuiscono alla rimozione del carbonio e alla riduzione delle emissioni dei suoli.
Va però detto chiaramente: si tratta di un'opportunità di crescita sistemica, ma non ancora di una rivoluzione per il mondo ed il mercato del carbonio.

Cosa cambia concretamente con il CRCF?
Il passaggio è cruciale perché, per la prima volta, l'Unione Europea definisce regole metodologiche comuni per certificare le attività che rimuovono carbonio dall'atmosfera, che riducono le emissioni dai suoli, che aumentano lo stock di carbonio in essi.
Il CRCF introduce criteri armonizzati basati su pilastri fondamentali:
- Quantificazione e Addizionalità: certezza del reale beneficio climatico aggiunto,
- Monitoraggio e Verifica: controllo stringente affidato a organismi indipendenti,
- Gestione del rischio di inversione: strategie per mitigare il rilascio del carbonio stoccato,
- Tutela degli ecosistemi: garanzia che i progetti non danneggino la biodiversità.

Un equivoco da evitare: standard di qualità, non un nuovo mercato
Occorre tuttavia evitare un malinteso sempre più frequente: il CRCF non istituisce un nuovo mercato europeo dei crediti di carbonio, né sostituisce gli standard volontari (VCM) oggi utilizzati a livello internazionale.
Il Regolamento crea un quadro di certificazione della qualità delle attività, non un sistema di scambio assimilabile all'EU ETS, né un registro di carbon credit immediatamente spendibili per la compensazione (offsetting).
Dal punto di vista tecnico, il CRCF rappresenta soprattutto un benchmark di affidabilità.
Le metodologie europee fissano requisiti molto rigorosi ma non risolvono automaticamente le sfide storiche delle Nature-based Solutions: permanenza degli assorbimenti biologici, rischio di reversibilità, definizione delle baseline, leakage e monitoraggio nel lungo periodo.

CRCF: focus sul settore forestale
Per la silvicoltura questo aspetto è particolarmente rilevante. Il CRCF riconosce infatti il valore climatico delle nuove foreste, ma mantiene una distinzione sostanziale tra rimozioni permanenti (ottenute mediante stoccaggi geologici o tecnologici) e rimozioni biologiche, la cui stabilità dipende dalla conservazione degli ecosistemi nel tempo.
È una distinzione scientificamente corretta che influenzerà l'evoluzione futura dei mercati volontari.
Le prospettive per gli operatori e gli sviluppatori
Per gli operatori del settore si apre una fase di profonda evoluzione.
I futuri schemi di certificazione dovranno ottenere il riconoscimento della Commissione Europea e operare attraverso organismi di verifica indipendenti, mentre tutte le unità certificate confluiranno progressivamente in un registro europeo dedicato.
L'obiettivo è aumentare trasparenza e comparabilità, riducendo la frammentazione del mercato.
Per imprese e sviluppatori di progetti il messaggio è chiaro: il nuovo quadro europeo costituisce una bussola per orientare le future iniziative di carbon farming e forestazione, ma non attribuisce automaticamente ai crediti oggi sul mercato una qualifica “europea”.
Nei prossimi anni sarà fondamentale progettare interventi capaci di soddisfare i requisiti metodologici del CRCF in tema di baseline, addizionalità, modellistiche di quantificazione del carbonio, valutazione dei rischi, co-benefici per la biodiversità, piani di monitoraggio e verifiche indipendenti.

L'adozione delle prime metodologie segna dunque l'inizio, e non il completamento, del percorso europeo.
La vera sfida sarà verificare se il nuovo sistema riuscirà a coniugare rigore scientifico, sostenibilità economica e diffusione su larga scala, contribuendo a rafforzare la fiducia nelle rimozioni di carbonio senza creare aspettative superiori a quelle che il quadro normativo, almeno oggi, è realmente in grado di soddisfare.
Rete Clima è presente sul mercato con propri progetti e con la possibilità di supporto tecnico a sviluppatori di progetti di carbon farming, nel mondo agricolo e forestale, con servizi dedicati a:
Screening di idoneità del progetto: tipologia di attività implementabili, applicabilità delle metodologie tecniche, presenza di vincoli di esclusione.
Costruzione della baseline e raccolta dati storici: identificazione dello scenario di riferimento, raccolta dati agronomici/forestali, stratificazione delle superfici.
Test di addizionalità e creazione business case: verifica alla addizionalità tecnica e regolatoria degli interventi proposti, analisi economico-finanziaria del progetto senza i ricavi da certificazione.
Strutturazione sistemi di MRV: scelta del modello di quantificazione, creazione di piani di monitoraggio, analisi e gestione dei rischi naturali e progettazione misure di mitigazione.
Aggregazione di operatori ed integrazione di filiere: coordinamento di progetti di gruppo, sviluppo di pipeline territoriali, interfaccia tra operatori, schemi di certificazione, verificatori e buyer.
Contattaci per maggiori informazioni.